Ultimo aggiornamento: Domenica, 01 Agosto 2021 Ore 17:16:02 Aggiorna
  • 1.816,90
    0,00%
  • 73,72
    +0,14%
  • 25,547
    -0,91%
  • 4,4785
    -0,99%
  • 1.045,50
    -2,07%
  • 2.664,00
    +0,79%
  • 3,915
    -3,55%
  • 2,1872
    -0,22%

L’Inghilterra vota no all’accordo sulla Brexit

Bocciato l’accordo tra Theresa May e l’UE: il Regno Unito vicino all’uscita dall’Unione con il “no deal”


Theresa May ci aveva messo la faccia, garantendo le sue dimissioni nel caso in cui l’accordo tra lei e l’Unione Europea sarebbe stato approvato dal Parlamento di Westminster. Non è bastato. L’accordo è stato bocciato con 344 voti favorevoli e 246 contrari; per la terza volta quest’anno tra Londra e l’Unione Europea non si riesce a raggiungere un divorzio consensuale.

L’approvazione dell’accordo odierno era una condizione essenziale per far sì che l'offerta dell'Ue di una proroga del divorzio dal 29 marzo al 22 maggio fosse valida, ma questo adesso non sarà più possibile. Sul voto è pesata in modo particolare la posizione del Democratic unionist party (gli unionisti nordirlandesi) e dei conservatori pro-brexit più estremisti.

Michel Barnier, il caponegoziazione europeo, ha comunicato che da adesso in poi i britannici hanno tempo fino al prossimo 12 aprile per spiegare come intendono procedere. L’Unione Europea si rammarica del risultato negativo e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che ha già convocato un vertice straordinario sulla Brexit, si augura che la Gran Bretagna indichi al più presto la strada che ha intenzione di seguire. I 27 Stati membri sono uniti e pronti ad affrontare una Brexit senza mediazione; i benefici e le proroghe concessi al di là della Manica lo scorso novembre non saranno reiterati e non saranno presi in considerazione nemmeno accordi settoriali o parziali. Da quando il 23 giugno 2016 i cittadini hanno votato per uscire dall’Unione, la cosiddetta “hard brexit” non è mai stata così vicina.

La brexit: gli effetti del mancato accordo sui mercati

La sterlina arranca e dopo il terzo “no” della Camera dei Comuni perde su euro e dollaro. L’indebolimento della moneta britannica è rapido; in una giornata positiva per le borse il cambio euro /sterlina è passato da 0.8606 a 0,8636, mentre il cambio sterlina/dollaro è arrivato a 1,2994, scendendo sotto quota 1,30.
Le Borse europee restano positive, ma accusano il colpo dovuto all’ennesima bocciatura dell’accordo; in particolare la piazza di Londra rallenta, passando dal + 0,68%, precedente alla votazione, al + 0,55%.

Brexit: la deadline prima del “no deal”

Da oggi il Regno Unito non ha più tempo: dovrà decidere se chiedere a Bruxelles un’estensione lunga motivata o procedere a un’uscita “no deal”: la Commissione Europea dopo aver preso visione della votazione di oggi ha già dichiarato che l’Unione è pronta e pienamente preparata per una “hard brexit”. La parola passa adesso alla Gran Bretagna, con l’augurio che si trovi un’intesa che non danneggi in maniera eccessiva i mercati.