Ultimo aggiornamento: Lunedì, 19 Ottobre 2020 Ore 17:18:02 Aggiorna
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Brexit: la Corte Suprema boccia Johnson

Il provvedimento che preveda la chiusura del Parlamento è stato ritenuto illegale. Cosa accadrà sul fronte Brexit?


La Corte Suprema britannica oggi ha giudicato illegale la controversa sospensione del Parlamento decisa lo scorso agosto dal premier Boris Johnson siccome “gli effetti sulla democrazia sono stati estremi”.

Questa decisione fa la storia della Gran Bretagna e riapre di fatto il Parlamento: Bercow, lo speaker della house of commons ha subito convocato tutti i deputati. Johnson si è visto quindi tornare indietro il suo stesso provvedimento perché oltre al fatto che le opposizioni hanno approvato una legge “anti no Deal” in tempi brevissimi, il premier britannico adesso vede anche vacillare la sua posizione, (Il leader laburista Jeremy Corbyn intanto ha chiesto le dimissioni) nonostante fino a ieri lui affermasse a gran voce di non volersi dimettere.

Ma il problema va ben oltre il comportamento di Johnson e la decisione della Corte Suprema. La Brexit infatti non è soltanto una questione politica, ma anche economica. In questa vicenda infatti finanza e politica si intrecciano e, come avviene in numerosi casi, si influenzano a vicenda.

Brexit: gli aspetti da considerare

Ci sono 2 aspetti da considerare.
Il primo è un tema importante, anzi fondamentale, che è quello Costituzionale, per il quale la Brexit è lecita al 100%. Il 23 giugno 2016 si è fatto un regolare referendum e il sì ha battuto il no, anche se in modo risicato.

Sul fronte opposto c’è invece il tema economico e che potremmo chiamare “del buonsenso”, che vede una vittoria risicata della Brexit, votata perlopiù dalla popolazione anziana, residente in zone povere e periferiche della Gran Bretagna, lontani da Londra (da sempre favorevole all'Unione) e dal motore economico del Paese.

Per questa fazione tifa ovviamnete l’economia ed è facilmente ipotizzabile il fatto che i poteri economici stiano muovendosi per far sì che la Brexit non si faccia affatto. La Brexit sarebbe infatti deleteria per l’economia. Gli export avrebbero dei problemi enormi e la stessa cosa può dirsi per le importazioni. Per non parlare di chi ha investito oltremanica in grande quantità, come ad esempio ha fatto la Germania (pensiamo a Bmw che ha portato la Mini nel Paese della Brexit), che si vedrebbe costretta a spostare i suoi investimenti in un altro Paese all’interno dell’UE. In simultanea la Gran Bretagna vedrebbe aumentare la disoccupazione ed è evidente che non gli converrebbe.

C’è un sistema finanziario europeo che dipende da Londra, oltre che un sistema industriale europeo integrato. Diamo per scontato che la Brexit si farà ma siamo sicuri? Potrebbe anche succedere che la Brexit si faccia, ma con accordi speciali, tramite i quali la Gran Bretagna si troverà addirittura a dover ringraziare l’Unione Europea che le permetterà di mantenere accordi commerciali con i Paesi membri.
Per la risposta definitiva è necessario però aspettare il 31 ottobre prossimo.